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Lunedì 19 gennaio 2009

 

Confagricoltura: “La proposta di modifica del disciplinare della Mozzarella di Bufala Campana è ridicola, e certamente non può far decadere la legge recentemente approvata per separare le linee di produzione”

 

Tommaso Picone, Direttore Confagricoltura Caserta, si dichiara allibito da quanto letto sui giornali in merito alle decisioni adottate dal Consorzio di Tutela per modificare il Disciplinare dopo che per legge è stato imposto la separazione delle lavorazioni.

In primo luogo – afferma Picone – è evidente che il Parlamento ha colto nel segno, visto che con tanta solerzia esce addirittura una proposta che dovrebbe fare decadere la Legge recentemente approvata, poi, leggendo la proposta, si scopre che il disciplinare di produzione non è noto né al Consorzio né a quanti si esercitano intorno ad una ipotesi che rasenta il ridicolo.

Il Disciplinare che, per Confagricoltura non è assolutamente da modificare, già prevede che il latte deve provenire solo dal territorio dell’area DOP e con la recente normativa si mira ad evitare che negli stabilimenti caseari dove sono prodotti anche altri formaggi si produca anche mozzarella di bufala Campana DOP.

La norma si è resa necessaria perché gli stessi Organi di Controllo, e di fatto oggi anche lo stesso Consorzio, hanno in più sedi espresso la impossibilità di effettuare controlli seri che garantiscano il consumatore se sono contemporaneamente presente latte di altra origine o congelato e concentrato.

Sorprende inoltre – continua Picone – come il Consorzio gestisca tutta la vicenda, non è infatti demandata al Consorzio la modifica del Disciplinare ma è bensì compito di tutti gli attori della Filiera.

Il Consorzio di tutela è infatti deputato a far rispettare il disciplinare in vigore non ad ipotizzare le sue modifiche peraltro non informandone ne le Organizzazioni professionali agricole che gli stessi allevatori soci del Consorzio, costretti a leggerle sui giornali.

La modifica di un disciplinare è ovviamente un processo complesso che richiede la partecipazione di tutti e anche una audizione pubblica per accertarsi che non vi siano pareri difformi, mi stupisce che venga dato tutto per scontato nell’interesse dei piccoli e medi caseifici che avrebbero ripercussioni economiche dalla nuova norma, quando invece è vero il contrario visto che il vero danno lo ricevono dalle attuali condizioni di mercato che vedono presenti sugli scaffali Mozzarella di Bufala marcata DOP a prezzi inferiori i normali costi di produzione. A tal punto visto che al Consorzio qualcosa debbono sapere: di grazia da dove viene il latte?

A noi preoccupa – conclude Tommaso Picone – che sulla Mozzarella di Bufala ci siano oggi speculazioni enormi che danneggiano i produttori e rischiano di vanificare tutti i tentativi di rilancio che sono in atto.  

 

 

enapa

 

 

 

 

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