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nicola_caputo_1Il neo parlamentare Europeo Nicola Caputo risponde al Presidente Puoti sulla cisi del comparto Ortofrutticolo

1 settembre 2014

 

Al Presidente Confagricoltura Caserta

Ing Raffaele Puoti

 

Caro Presidente,

 

il tuo appello mi trova pienamente consapevole della gravità della crisi che colpisce l'agricoltura italiana e nello specifico le aziende produttrici di frutta fresca estiva.

Ti ringrazio di esserti anche tu rivolto a me come latore, verso le Istituzioni europee, delle istanze del nostro territorio e delle sue comunità agricole, mi dai infatti occasione di offrire immediata evidenza delle azioni che sin da inizio mandato ho attivato sul tema.

Come europarlamentare PD - S&D, in seno alla Commissione AGRI (agricoltura e sviluppo rurale), nei due meetings dell'8 e del 24 Luglio avevo coralmente già proposto ed ottenuto  impegno all'adozione, da parte della Commissione Ue, di azioni di sostegno mirate ai produttori ed a tutela del lavoro in agricoltura.

A margine degli incontri in Commissione con il Commissario Dacian Ciolos abbiamo infatti a lui esternato e quindi condiviso la preoccupazione circa lo stato di crisi italiana e nostrana della produzione di frutta estiva.

Considera che la vicenda è stata gestita sul piano tecnico, economico, parlamentare ma anche diplomatico, in quanto ai meetings sono state avanzate criticità relative anche ad altri Paesi della Comunità, come ad esempio la crisi del ribes e delle ciliegie in Polonia e l'embargo della Russia ai prodotti agricoli europei, che ha contribuito ad un repentino peggioramento degli equilibri interni, già precari.

E' per questo motivo che abbiamo deciso di innalzare il livello di allerta e la nostra reazione. In una nota del 12 Agosto il Presidente della Commissione AGRI C. Siekiersky (che ho condiviso in pieno e faccio mia) ha infatti chiesto al Presidente J.M. Barroso ed al neo eletto Presidente della Commissione J.C. Junker di attuare azioni ad un livello, se possibile, più elevato perché "una condizione nella quale la stabilità della agricoltura europea è turbata e la credibilità della Politica Agricola Comune minacciata, non può essere consentita. E' necessaria l'adozione di ogni possibile misura atta ad assicurare compensazione per le perdite subite dai produttori europei con la massima ampiezza possibile, per rimetterli in condizione di continuare la loro produzione e fare i profitti necessari per sostenere le loro famiglie".

Sulla delicata questione della nostra frutta fresca estiva, ho inoltre avanzato una specifica interrogazione al Consiglio Europeo, che ti allego in calce a questa mia risposta, in vista degli ulteriori incontri di Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura che si terranno in occasione del Semestre italiano di Presidenza e sul tema conto di incontrare il Ministro Martina (nella sua duplice veste, italiana ed europea) per propiziare una azione congiunta nazionale e comunitaria, stante la gravità della questione. Con il Ministro voglio tenere aperta una finestra permanente sui temi della nostra agricoltura e del nostro territorio, con un monitoraggio costante delle sfide e dei progressi compiuti.

Ti segnalo, inoltre, che fin dal mio insediamento al Parlamento Europeo, mi sono adoperato per definire in sede di Commissione e di Gruppo una strategia di intervento efficace,  strutturata e di più ampio respiro, che coinvolgesse anche gli altri paesi produttori (Spagna, Grecia, Portogallo e Francia) e che mediasse con efficacia sulle complessive istanze.

 

In una ottica più allargata al territorio e focalizzata alle emergenze fitosanitarie ed agli eventi di siccità, alluvioni e frane, purtroppo sempre più frequenti ed egualmente nocivi per l'agricoltura, ho sviluppato un costruttivo dialogo anche in Commissione ENVI (Ambiente, sanità e sicurezza alimentare), ponendo il tema della vulnerabilità ai cambiamenti climatici e della resilienza territoriale ed agricola ai fattori di rischio, anche di tipo idrogeologico, con una specifica interrogazione alla Commissione europea.

Quello delle emergenze territoriali è infatti un altro tema connesso a quello agricolo ed egualmente delicato. Converrai che la vulnerabilità del territorio italiano è tale da non essere più gestibile solo in sede nazionale, imponendosi esame, riflessione e coordinamento delle istituzioni italiane con le comunitarie, per passare dal momento di continua allerta a quello di messa in sicurezza di un territorio sempre più fragile.

Ti allego quindi di seguito l'interrogazione, sicuro che, nel reciproco impegno di assicurare definitiva uscita dalle emergenze, così come dignità, benessere e stabilità sempre maggiore alla nostra agricoltura, tu non smetterai di segnalare problemi, io non smetterò di propiziarne, per quanto posso, la possibile soluzione.

Di seguito, l'interrogazione:

 

"CRISI ITALIANA (ED EUROPEA) DEL SETTORE FRUTTA FRESCA ESTIVA.

La crisi economica che colpisce i Paesi industrializzati ha severe ripercussioni anche sul settore agricoltura.

La produzione della frutta fresca estiva, in particolare pesche, nettarine, albicocche e susine è gravemente danneggiata, con riduzione significativa del fatturato per i produttori italiani, così come per Spagna, Grecia, Portogallo e Francia, tanto che non potranno iniziare una nuova annata agraria, non riusciranno a pagare le tasse nè accedere ad alcun finanziamento e/o contributo pubblico, stretti da un ormai insostenibile credit crunch.

Peraltro, nel primo Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura del Semestre italiano di Presidenza (14/07/2014) il Ministro Martina ha dichiarato di voler riportare "al centro del dibattito europeo riflessioni rilevanti e strategiche" sui temi: accordi bilaterali e plurilaterali, indicazioni geografiche, sostenibilità ambientale, Europa 2020, nuova Pac 2014-2020, greening, qualità, ma innanzitutto sul lavoro, "al primo posto dell'agenda politica ed economica del semestre italiano".

Chiedo quindi al Consiglio quali misure straordinarie adotterà, a tutela del lavoro in agricoltura, per:

- abbattere i costi nelle imprese agricole;

- diminuire i fattori di rischio (calamità, incremento temperature, emergenze fitosanitarie, siccità);

- stabilire larghe intese con Spagna, Grecia, Portogallo e Francia su: prodotti, aree di produzione, quantità da produrre, tempi e modi di commercializzazione".

Chiudo con una nota di carattere personale: continuerò a vigilare, anche perché conosco, per mia personale tradizione, l'impegno che è necessario profondere in ogni attività di tipo agricolo, impegno giornaliero di ogni singolo operatore, per la terra che coltiva, per i frutti che produce, per la sua dignità, per la sua famiglia.

 

Nicola Caputo

 

 

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