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img_1012L'agricoltura dell'Agro Galeno merita maggiore tutela

 La tutela dell'ambiente è per gli agricoltori avveduti il punto di partenza ed uno dei fattori della produzione come può essere la terra e la mandria di bufale. Nella nostra provincia questo concetto, che dovrebbe essere scontato, inizia a trovare molti convinti assertori anche a causa delle brutte esperienze vissute sulla propria pelle in questi anni.

Una volta chiarto questo principio si riterrebbe normale trovarsi al proprio fianco le Istituzioni contro coloro che non hanno la stessa sensibiltà e pensano che per lucro si può distruggere di tutto e invece almeno nel caso dell'Agro Galeno questo non è vero o fino ad ora non è stato vero.

 

La vicenda è molto complessa e anche surreale tanto da meritare questa approfondita analisi.

In contrada Torre Lupara del Comune di Pastorano, dove tutti sanno esiste una fiorente agricoltura fatta di aziende bufaline ma anche di frutteti una disattenta Amministrazione 

Comunale ha fatto spuntare capannoni industriali senza un sostanziale ordine. img_1006Quando si gestisce così il territorio purtroppo le sorprese sono dietro l'angolo e la sorpresa nel nostro caso è stato il passaggio di un capannone nelle mani di una società che rinunciando alla originaria destinazione che aveva permesso la concessione decide di smaltire rifiuti non pericolosi, ma decisamente incompatibili con l'area, le distanze dalle attività preesistenti e il sistema di smaltimento dei reflui.

In un paese normale ciò non sarebbe potuto accadere e invece per paradosso sia gli agricoltori della zona che lo stesso Comune di

Pastorano hanno dovuto iniziare una estenuante battaglia legale sul cavillo giuridico contro la società e contro la Regione Campania che continuava a concedere autorizzazioni sempre più permissive in netto contrasto con i presupposti illustrati e con le caratteristiche dell'impianto.

img_1005E giusto dire che dopo le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato che riconoscevano la nullità delle autorizzazioni concesse e la assoluta impossibilità che l'impianto potesse continuare a funzionare un solere Dirigente regionale ha ancora trovato, a Suo dire,  un cavillo che permetteva di rinnovare l'autorizzazione, ancora più estesa, che ha costretto Cesare Iemma, allevatore di provatea esperienza, a dover agire tramite il Suo legale avv.Pietro Romano nuovamente al TAR che non ha potuto che dargli ragione.

Tutto finito? Al contrario: tutto al punto di partenza, l'impianto funziona a pieno regime compromettendo la salubrità dell'aria e di canali di bonifica con conseguenze che non è dato sapere.

Qualcosa intando si muove ma molto lentamente la Polizia Provinciale ha ipezionato l'impianto rilevendo alcune inadempienze. Strano che non si sia accorta che la Esogest Ambiente è priva di qualsiasi autorizzazione e che dovrebbe essere immediatamente invitata a bonificare l'area. 

 

 

enapa

 

 

 

 

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