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picone1.jpg (37541 byte)Tutti debbono impegnarsi per la tutela della Mozzarella DOP 

Confagricoltura Caserta: Non è accettabile continuare nella disinformazione anche alla luce delle ultime notizie

 

Non condivido i commenti del Direttore Lucisano in merito alle notizie dei giorni scorsi dalle quali emerge  il mancato rispetto del Disciplinare da parte di numerosi e rilevanti Caseifici dell’area DOP, afferma Tommaso Picone, direttore di Confagricoltura Caserta.

In primo luogo  non capisco come il Direttore   del Consorzio di tutela, ente al quale è demandata la vigilanza, possa invocare l’aiuto della Procura come soluzione di un problema che dovrebbe essere il suo lavoro quotidiano, controllare il prodotto commercializzato.

E’ bene poi ricordare che il Direttore Lucisano è stato nominato dal Presidente Luigi Chianese e dal Consiglio Direttivo del Consorzio di Tutela che è oggi oggetto dei rilievi da parte della Procura e che purtroppo si differenza di poco da quello attuale.

Negli anni 2008 e 2009 ci furono forti pressioni da parte dei trasformatori per modificare il Disciplinare ammettendo l’uso del latte congelato per almeno il 30%.

La proposta del Consorzio prevedeva che gli stabilimenti avrebbero dovuto approvvigionarsi solo dall’area DOP e avrebbero potuto stoccare il latte eccedente.

Se confermate le notizie dell’indagine, le stesse persone che proponevano queste soluzioni, già praticavano strade diverse molto più remunerative per loro e rischiose per i consumatori oltre che onerose per gli allevatori che si vedevano decurtare il prezzo del latte o addirittura disdire la fornitura.

Cosa è cambiato dopo l’avvento del Direttore Lucisano? Poco o nulla!. Da mesi discutiamo sulle modifiche del Disciplinare per ammettere la possibilità di congelare la cagliata, perdendo la prerogativa della freschezza del prodotto o produrre una mozzarella surgelata sempre solo con latte proveniente dall’area DOP.

Come è evidente non c’è il cambiamento anzi con modi più sofisticati ci viene sempre proposta la stessa ricetta che nasce da una valutazione di fondo errata e smentita dalle notizie di questi giorni: c’è eccedenza di latte.

Ripetere oggi, alla luce di quanto si apprende, che vedrebbe coinvolti nell’uso di latte non conforme e quindi proveniente non dagli allevamenti dell’area DOP, i caseifici con i maggiori volumi prodotti e per tradizione votati a mercati importanti come la grande distribuzione e l’estero, è sorprendente e anche mortificante per chi opera in questo comparto in modo corretto rispettando leggi e Disciplinari.

Non basta inventarsi una qualità percepita ripetendo a tutti che la mozzarella di Bufala Campana è il prodotto più controllato di tutti e di fatto smantellare il sistema di vigilanza sul prodotto finito. Quanti sono gli accessi fatti dal Consorzio nel 2011 e 2012 presso caseifici e  centri commerciali per accertare il rispetto delle norme e del Disciplinare. L’ultimo di cui se ne ha memoria, peraltro fatto dai funzionari del Ministero, coinvolse l’allora Presidente Chianese e portò al cosiddetto “commissariamento”.

La Confagricoltura da anni ha segnalato, conclude Tommaso Picone,  i problemi che stanno evidenziandosi e avremmo gradito maggiore ascolto anche in occasione dei recenti tentativi di modificare il Disciplinare in favore ai desiderata di chi ritiene il disciplinare troppo rigido per poter fare “business”. Abbiamo il conforto che non ci sbagliavamo, la situazione è ben peggiore e le modifiche al Disciplinare invocate diventerebbero solo il paravento a ben altre pratiche se non si mette mano alla tracciabilità del prodotto e si riveda il sistema dei controlli sia in fase di certificazione del prodotto che di commercializzazione

 

 

Tommaso Picone

 

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