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imagesConfagricoltura Caserta conferma la netta opposizione alle paventate modifiche del Disciplinare della Mozzarella di Bufala Campana

Il Consorzio di Tutela ha presentato delle ipotesi di modifica del Disciplinare della Mozzarella di Bufala Campana che non trovano la condivisione della sua Organizzazione e in occasione dell’incontro pubblico svoltosi il 24 novembre, il Direttore Tommaso Picone, ma anche tutti gli allevatori intervenuti all’incontro, hanno rappresentato le loro perplessità sulle innovazioni che andrebbero a snaturare il prodotto leader dell’agroalimentare, precisa Antonio Marulli Presidente Confagricoltura Caserta.

“La Mozzarella di Bufala Campana ha conquistato la notorietà attuale grazie alla rigidità del Disciplinare che ha imposto comportamenti  ai produttori, conservando tipicità e tradizione.

Le prescrizioni previste per regolare il prodotto non sono state frutto di fantasia, ma bensì frutto dell’analisi fatta al tempo del primo riconoscimento degli elementi che rendevano tipico il prodotto e ne dimostravano la sua tradizionalità”.

“Stravolgere tale impianto per inseguire i mercati - afferma Marulli -  è una strada perdente in quanto i mercati sono volubili e non garantiscono certezze. La strada giusta è conservare le tradizioni del prodotto e la tipicità, migliorando la qualità e contrariamente a quanto viene detto il Disciplinare è già stato adeguato di recente e precisamente nel febbraio del 2008, per apportare poche ma determinanti modifiche proprio nella direzione giusta al fine di evitare frodi e l’introduzione di latte non conforme nella trasformazione”.

“Oggi l’interesse degli allevatori produttori di latte certificato DOP è - ribadisce Antonio Marulli Presidente Confagricoltura Caserta -  che la produzione della Mozzarella migliori di qualità e conquisti i mercati che possono gustarla al meglio: fresca e prodotta da latte fresco intero, come richiede espressamente il Disciplinare”.

Noi ci batteremo per evitare che, come paventato, possano esistere sotto la stessa denominazione un prodotto fresco e uno surgelato, ma soprattutto rifiutiamo che nel proporre modifiche si continui a scaricare gli oneri sugli allevatori e gli ipotetici vantaggi sui trasformatori.

E’ bene infatti sottolineare che le modifiche proposte non puntano a favorire la generalità dei trasformatori, ma bensì una piccola schiera di trasformatori, che produce prodotto di bassa qualità, alla quale interessata la dequalificazione complessiva del marchio DOP.

E’ purtroppo diffusa la convinzione che i marchi DOP sono utili per promuovere e facilitare la commercializzazione dei prodotti ma i Disciplinari non deve essere stringenti, anzi è meglio che permettano tutto e il contrario di tutto.

Noi siamo contrari a questa visione – conclude Antonio Marulli - e chiediamo di rivedere quanto definito nel rispetto della tipicità del prodotto e della tradizione, ma anche più semplicemente della logica. La mia Organizzazione farà presente a tutti i livelli le proprie valutazioni  e le Sue proposte alternative per evitare che venga distrutto un prodotto diventato identificativo della Campania e di Terra di Lavoro in particolare.

 

 

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